Articolo a cura di...
~ Angelica Attanasi
The Whale è il film che non ti aspetti, è qualcosa che valica lo schermo e ti entra nell’anima.
Al di là della figura sgraziata del protagonista, ciò che racconta è parte di noi: i momenti in cui ci siamo sentiti inadeguati, fuori posto e senza speranza fanno parte del vissuto di tutti, prima o poi, ma ciò che conta è come ne usciamo, quali armi mettiamo in campo o non mettiamo in campo.
“Il conflitto è componente integrante della vita umana, si trova dentro di noi e intorno a noi.”
Sun Tzu
Quello che fa Charlie è proprio evitare il conflitto, autoeliminarsi dal mondo rinchiudendosi tra le quattro pareti della sua casa e in una massa di grasso che copre ferite profonde.
Charlie (Brendan Fraser) è un professore di inglese gravemente obeso e solitario, che tiene corsi universitari di scrittura in videoconferenza, senza mai attivare la webcam per non mostrare il suo aspetto fisico agli studenti. È assistito da Liz (Hong Chau), infermiera e sua unica amica.
Confinato sul divano e costretto a spostarsi con l'ausilio di un deambulatore, versa in condizioni di salute molto precarie. Siccome sperimenta episodi di forte dolore al petto e pressione molto elevata, Liz insiste perché vada a farsi visitare in ospedale, in quanto l'insufficienza cardiaca congestizia potrebbe essergli fatale, ma Charlie rifiuta, poiché non possiede un'assicurazione sanitaria.
Durante un attacco cardiaco, per puro caso interviene Thomas (Ty Simpkins), un missionario della New Life, una setta religiosa che Charlie conosce bene, ma che odia profondamente. Dal momento che il suo intervento ha aiutato Charlie a superare la crisi, Thomas si convince che Dio lo abbia mandato lì per prendersene cura e continua ad andare a trovarlo per salvarne l'anima.
Charlie, sentendosi vicino alla fine, desidera riallacciare i rapporti con sua figlia Ellie (Sadie Sink), un'adolescente problematica, diffidente e ferita perché il padre l'aveva abbandonata quando lei aveva otto anni, per stare con il suo nuovo compagno Alan, poi deceduto. Quando Ellie si presenta, oltre al risentimento profondo che cova, si arrabbia per le condizioni in cui si trova suo padre e vorrebbe andarsene. Per convincerla a restare, Charlie le offre allora i 120 mila dollari che ha sul conto, potendo così aiutarla con una tesina scolastica che le dà preoccupazioni, all'insaputa della madre.
Nel frattempo, Liz, infastidita dalle frequenti visite di Thomas, gli dice che Charlie non ha bisogno di essere salvato. Gli rivela anche di essere la figlia adottiva del capo pastore di New Life, nonché la sorella di Alan, il defunto compagno di Charlie.
Gli racconta che Alan si è suicidato per il senso di colpa religioso, ed è questa la causa dei problemi psicologici di Charlie, che lo hanno portato a mangiare in modo incontrollabile.
La salute di Charlie peggiora rapidamente; egli crede che gli rimanga tutt'al più una settimana di vita. Liz gli porta una sedia a rotelle per facilitargli gli spostamenti in casa.
Un giorno Ellie infila un sonnifero in un panino che prepara per il padre. Dopo che si è addormentato, arriva Thomas ed Ellie inizia a interrogarlo, mentre lo convince a fumare marijuana.
Sotto l'effetto liberatorio della droga, Thomas le racconta di aver avuto problemi di tossicodipendenza, di aver rubato i soldi del suo gruppo giovanile e di essere scappato dalla famiglia e dalla Chiesa perché si sentiva insoddisfatto. Ellie registra di nascosto la sua confessione.
Liz porta in visita Mary (Samantha Morton), madre di Ellie ed ex moglie di Charlie, che scopre che sua figlia va a trovarlo. Mary e Charlie hanno un alterco, durante il quale Charlie rivela l'importo che ha intenzione di lasciare a Ellie. Questo fa infuriare Liz, a cui Charlie aveva mentito per anni, facendole credere di non avere alcuna risorsa con cui potersi curare.
Rimasti soli, Mary e Charlie discutono sulla rottura del loro matrimonio e sul loro fallimento come genitori. Mentre Mary se ne va, Charlie ammette in lacrime che, lasciando il denaro a Ellie, spera di riuscire a fare almeno una cosa buona nella sua vita.
Quella sera il fattorino che consegna sempre le pizze a Charlie riesce a vederlo per la prima volta, rimanendone disgustato. Charlie allora si ingozza più del solito e, nella disperazione, invia una e-mail ai suoi studenti, dicendo loro di ignorare il lavoro assegnato e di scrivere qualcosa di veramente onesto.
Thomas visita Charlie un'ultima volta per esprimere la sua gratitudine a Ellie.
Infatti, nel frattempo lei aveva divulgato l'audio della confessione di Thomas, e grazie a questo il suo gruppo religioso gli ha perdonato il furto e i suoi genitori vogliono riaccoglierlo. Prima di andarsene, vorrebbe ancora aiutare Charlie, ma l'uomo non accetta la tesi del ragazzo secondo cui Alan sarebbe morto per "scontare la colpa" della sua omosessualità.
Nell'ultima lezione Charlie comunica agli studenti di essere stato sollevato dall'incarico di insegnante a causa dell'ultima mail e legge alcune belle osservazioni degli studenti, scritte dopo l'invito a scrivere qualcosa di sincero e franco. Per ricambiare la loro onestà, accende per la prima volta la sua webcam, mostrandosi per intero e sconvolgendoli.
Sentendosi in colpa per averlo abbandonato, Liz conforta Charlie mentre si avvicina alla morte.
Improvvisamente entra Ellie, furiosa col padre perché ha fallito l'esame, nonostante lui le avesse scritto la tesina. Ellie non aveva nemmeno letto il testo prima di consegnarlo, e Charlie le fa presente di averle dato un componimento critico su Moby Dick che lei stessa aveva scritto in terza media, poiché lo considera il saggio più bello e onesto che abbia mai letto.
Charlie sente che sta per morire e chiede a Ellie di leggergli ancora una volta il suo saggio, cercando così di convincerla di quanto possa essere una ragazza meravigliosa e preziosa. Si incammina verso la figlia, senza deambulatore, e inizia a fluttuare mentre viene avvolto da una luce bianca, finalmente libero dal suo corpo.
L'ultima scena è un ricordo di una giornata felice in famiglia, su una spiaggia, quando Ellie era ancora piccola.
Il film di Aronofsky è una lettura spietata e tremendamente profonda dell’emarginazione in cui versa quella parte di popolazione americana che non può accedere alla sanità.
Scindere il ritorno di Fraser con questa pellicola dalla sua storia personale risulta impossibile: scomparso dai radar per diversi anni a causa di problemi legati alla sua salute, con conseguente body shaming nei suoi confronti quando ha perso la forma fisica che lo aveva reso celebre in film come La Mummia, ha reso la sua interpretazione profonda e vera, tanto da valergli l’Oscar come miglior attore nel 2023.
L’ambiente claustrofobico dell’appartamento, reso ancora più piccolo dall’imponente presenza di Charlie, permea il film della sensazione che tutto possa implodere da un momento all’altro, un ripiegarsi su sé stesso che è il motivo dominante di questa rappresentazione.
Rimanere distaccati durante la visione è impossibile: in qualsiasi fotogramma è possibile ritrovare una parte di sé, i fallimenti, i propri demoni. È un film che parla alle nostre paure e ci regala una chiave di lettura per capire che non esiste la mancanza di una via d’uscita, ma solo una mancanza di coraggio, e che a volte è più facile arrendersi.
Non c’è il lieto fine, non esiste la salvezza, ma Charlie compie la redenzione e alla fine riesce, a costo della vita, a perdonarsi, perché in fondo siamo proprio noi i nostri peggiori nemici, il più delle volte.
“Tu non hai mai la sensazione che le persone siano incapaci di non amare? Le persone sono meravigliose”

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