Un anno di scuola, spiegazione finale: perché Fred se ne va

Formazione · Recitazione Cinematografica
Studiare recitazione non dovrebbe dipendere da dove vivi
o da quanto puoi spendere.
Online al 100%
Costi sostenibili
Docenti attivi nel cinema
Diploma ufficiale

Articolo a cura di...

~ A. Dandinferi

Un anno di scuola, la spiegazione del finale: Cosa significa quella camminata e perché Fred sceglie di andarsene?

Diciamocelo: ci voleva Laura Samani per ricordarci come si racconta l'adolescenza al cinema senza sembrare vecchi o, peggio, dei prof che cercano di essere "cool".

Un anno di scuola arriva nelle sale dopo aver conquistato Venezia (sette minuti di applausi, premio come miglior attore a Giacomo Covi nella sezione Orizzonti) e porta sullo schermo una storia che sembra piccola ma ti resta addosso per giorni. E’ la storia di Fred, una diciottenne svedese che si ritrova catapultata a Trieste nell'ultimo anno delle superiori, unica ragazza in una classe di maschi di un istituto tecnico. E da li, fidatevi, succede di tutto.

Il film è tratto da un racconto di Giani Stuparich del 1929, ma Samani l'ha trasportato nel 2007 - che poi era il suo ultimo anno di liceo. Non e un caso: questa non è solo una storia di adolescenti, e la storia dell'adolescenza. Con tutte le sue contraddizioni, i suoi silenzi, le sue crudeltà nascoste sotto le battutacce da spogliatoio.

Attenzione: spoiler

Chi è Fred e perché la sua presenza cambia tutto?

Fredrika, detta Fred, arriva a Trieste perché suo padre è stato trasferito lì per lavoro. E che lavoro: è un "tagliatore di teste", uno di quelli che le aziende chiamano quando devono licenziare. Mentre lui fa a pezzi le vite degli operai, la figlia si ritrova a dover sopravvivere in un ambiente ostile per motivi completamente diversi.

Dal primo giorno, Fred è un corpo estraneo. Una ragazza in mezzo a trenta maschi che la guardano come se fosse appena atterrata da Marte. Le rubano i vestiti dopo educazione fisica, la costringono a tornare a casa avvolta in un asciugamano. Qualcuno scrive "Fred troia" sui muri della scuola. E bullismo puro, quello vero, quello che non fa rumore ma ti distrugge.

Eppure Fred non si arrende. C'e qualcosa nella sua energia solare, nel suo sorriso disarmante, nella sua capacità di incassare le battute più grevi e rispondere a tono che la rende irresistibile. Piano piano, riesce a conquistare l'unico posto che conta davvero: un posto nel gruppo.

Chi sono Antero, Pasini e Mitis?

Sono tre ragazzi inseparabili fin dall'infanzia. Si ritrovano in una vecchia tipografia fuori uso, bevono birre nei buffet, parlano di tutto e di niente. Sono un clan, una famiglia alternativa, un mondo chiuso dove nessun altro può entrare.

Antero (Giacomo Covi, meritatissimo premio a Venezia) è il più sensibile, quello che legge libri e si vergogna un po' di farlo. Indossa la maglietta dei Tre Allegri Ragazzi Morti come una dichiarazione d'intenti. E introverso, magnetico, e con Fred nasce qualcosa di speciale fin dal primo sguardo.

Pasini (Pietro Giustolisi) è il bello del gruppo, quello che attira le ragazze come calamite. Ma sotto la facciata del seduttore c'è un dolore enorme: ha perso il fratello, e quella ferita non si è mai rimarginata. Samani ci fa capire che l'angoscia esistenziale e sempre dietro l'angolo, anche quando hai la battuta pronta e il sorriso sfacciato.

Mitis (Samuel Volturno) e il bonaccione protettivo, quello che tiene insieme il gruppo. Ha una fidanzata ma non riesce a trovare un equilibrio tra lei e gli amici. E il cuore gentile del trio, anche se a volte sembra perdersi.

Fred riesce a entrare in questo cerchio magico. Diventa "uno di loro", o almeno cosi crede. Il suo nome viene troncato al maschile come una sorta di battesimo: da Fredrika a Fred. Ma il prezzo per essere accettata e alto.

Cosa succede tra Fred e Antero?

L'attrazione tra loro è evidente fin dall'inizio. C'è una scena che racconta tutto: Fred bacia il vetro di una finestra guardando Antero dall'altra parte. E'un gesto piccolo, quasi infantile, ma cambia tutto. Da quel momento, l'equilibrio del gruppo e compromesso.

La loro storia d'amore sboccia in un momento simbolico: il primo bacio avviene al confine tra Italia e Slovenia, proprio quando i controlli vengono aboliti per l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen. E’ il 2007, i confini si aprono, e anche le barriere tra loro due cadono.

Ma il problema è che tutti e tre i ragazzi desiderano Fred. Segretamente, senza ammetterlo nemmeno a se stessi. E quando la relazione tra Fred e Antero viene scoperta - durante una festa di Carnevale, in una scena dolorosissima - il gruppo esplode.

Perche Pasini reagisce cosi male?

C'è un momento nel film che ti gela il sangue. Durante un gioco di gruppo, Pasini fa cadere apposta una velina per pagare pegno e baciare Fred. Lei non si sottrae - non può farlo, non senza rompere tutto - ma quel bacio e un atto di possesso, non d'amore.

Pasini non riesce ad accettare che Fred abbia scelto Antero. Per lui, che è abituato a essere desiderato, e un colpo troppo duro. Il film accenna a un tentativo di suicidio (o alla sua esibizione), un momento di puro horror vacui che racconta quanto sia fragile l'equilibrio su cui si reggono questi ragazzi.

Laura Samani non giudica Pasini. Ce lo mostra nella sua complessità, nel suo dolore, nella sua incapacità di gestire emozioni troppo grandi. E questo e uno dei punti di forza del film: non ci sono cattivi, solo ragazzi che non hanno ancora imparato a essere adulti.

Qual e il vero significato della scritta sul muro?

Quando Fred arriva a scuola e trova la scritta "Fred troia" sui muri, e la condanna definitiva. Non importa chi l'abbia scritta. Il meccanismo di esclusione e scattato e non lascia scampo.

E la risposta del gruppo - non solo dei tre amici, ma di tutti - al fatto che Fred ha osato innamorarsi, ha osato scegliere, ha osato essere qualcosa di più di quello che le avevano concesso di essere. Come dice lei stessa ad Antero: "Ci siamo baciati in due!" Ma la colpa, in questo mondo ancora profondamente maschilista, ricade sempre e solo su di lei.

Samani sta dicendo qualcosa di importante: dal 1909 (l'epoca del racconto originale) al 2007, certe dinamiche non sono cambiate. Le donne, se succede qualcosa, hanno sempre una colpa. Fred voleva solo essere trattata alla pari, e invece e stata punita per questo.

Cosa significa il finale con la camminata?

Il finale di Un anno di scuola e stato definito da molti critici come uno dei più belli del cinema italiano recente. E non e difficile capire perché.

E un lungo piano sequenza: Fred che cammina attraverso i corridoi della scuola, supera i cancelli, si allontana. Sullo sfondo, una cover di "Più niente" dei Prozac+, rifatta con una voce maschile e una femminile (Elisa nella parte finale). Il film inizia con Fred che entra a scuola e finisce con Fred che esce. Ma non è più la stessa persona.

Nel finale, Fred sta lavorando a un testo scolastico dal titolo eloquente: Il distacco nell'esistenza umana. Senso di perdita ed estraniamento. E quello che ha imparato in questo anno: che crescere significa anche perdere. Perdere l'innocenza, perdere gli amici, perdere l'illusione di poter appartenere a un mondo che non ti vuole davvero.

Ma c'e anche altro in quella camminata. C'è una nuova consapevolezza. Fred non è più disposta a sacrificare parti di sé per essere accettata. Va via a testa alta, con un sorriso malinconico, pronta per quello che verrà. E'una scena di dolore, ma anche di liberazione.

La mia teoria sul finale

Ho pensato molto a questo film dopo averlo visto. E credo che il finale parli di più cose contemporaneamente.

Da un lato, c'è la fine dell'adolescenza. Questi ragazzi non saranno mai piu cosi, non staranno mai piu insieme in questo modo. L'ultimo anno di scuola è un confine che, una volta superato, non si può più attraversare. La professoressa all'inizio augura ai ragazzi "buon ultimo primo giorno di scuola" - una frase che a diciotto anni non significa nulla, ma che a trent'anni ti fa venire un groppo in gola.

Dall'altro, c'è la questione dei confini. Il film è pieno di confini: quello tra Italia e Slovenia che si apre, quello tra amicizia e amore che si confonde, quello tra maschile e femminile che Fred cerca disperatamente di superare. La scelta di ambientare la storia nel 2007 non è casuale: era l'ultimo anno prima di Facebook, prima che i social cambiassero per sempre il modo in cui ci relazioniamo. Un mondo che stava per finire, esattamente come l'adolescenza dei protagonisti.

E poi c'è Fred. Una ragazza che viene da un paese "civile" (la Svezia) dove la parita di genere e un dato di fatto, e si ritrova in un Italia dove certi modelli resistono. Laura Samani l'ha detto chiaramente: Fred vorrebbe poter desiderare tutto, come fanno i suoi compagni maschi. Invece le viene sempre chiesto di scegliere.

Alcune riflessioni finali

Un anno di scuola non è un film perfetto, ma è un film vero. Samani ha fatto qualcosa di raro: un coming of age che parla agli adolescenti di oggi senza prenderli in giro, e agli adulti senza farli sentire dei dinosauri.

I quattro protagonisti sono tutti attori non professionisti scoperti tra i bar e le scuole di Trieste. La loro naturalezza è disarmante. Quando parlano, mescolando italiano, dialetto triestino, inglese e svedese, non sembrano recitare. Sembrano semplicemente esistere.

La colonna sonora è un viaggio nella scena indie e post-punk del Friuli-Venezia Giulia di quegli anni: Tre Allegri Ragazzi Morti, Mellow Mood, The Great Complotto. E quella versione finale di "Piu niente" - che Samani ha strappato con fatica a Gian Maria Accusani dei Prozac+, di cui era fan dai dodici anni - e qualcosa che ti accompagna per giorni.

Trieste è fotografata come non l'avevamo mai vista: i rioni, i buffet, gli scogli di Barcola, lo stabilimento balneare di Ausonia. Una città di confine che riflette le contraddizioni dei suoi abitanti.

E alla fine, quello che resta e la sensazione che Samani abbia raccontato qualcosa di universale attraverso qualcosa di molto personale. L'adolescenza come eta di confine, come momento in cui tutto sembra possibile e insieme definitivo. Come quel bacio al vetro che cambia tutto. Come quella camminata finale che ti lascia con un sorriso triste e la consapevolezza che certe cose, nella vita, succedono una volta sola.

Se siete genitori di adolescenti, portateli a vedere questo film. Se siete stati adolescenti (e lo siamo stati tutti), andateci da soli. In entrambi i casi, uscira qualcosa di buono da quelle due ore al buio.

Recitazione Cinematografica
Vuoi crescere come attore? Entra nella community —
è gratis.

Risorse esclusive, monologhi, masterclass gratuite e molto altro. Direttamente nella tua inbox.

Entra nella nostra Community Famiglia!

Recitazione Cinematografica: Scrivi la Tua Storia, Vivi il Tuo Sogno

Scopri Recitazione Cinematografica, il tuo rifugio nel mondo del cinema.

Una Community gratuita su WhatsApp di Attori e Maestranze del mondo cinematografico. Un blog dove attori emergenti e affermati si incontrano, si ispirano e crescono insieme.

Monologhi Cinematografici, Dialoghi, Trame, Classifiche, Interviste ad Attori, Registi e Professionisti del mondo del Cinema.

Formazione cinematografica online per attori e attrici. Ovunque tu sia.