Articolo a cura di...
~ LA REDAZIONE DI RC
Se stai cercando un monologo maschile per provino che mostri autorità, lucidità e pericolo senza cadere nell’urlato, questo fa per te. Il monologo di Malone in The Untouchables - Gli intoccabili è una trappola perfetta: sembra solo un discorso duro, ma in realtà chiede all’attore di dominare il silenzio, il sottotesto e la pressione psicologica. Sean Connery lo trasforma in una lezione di presenza scenica. E proprio per questo, se lo affronti bene, può diventare un pezzo molto forte.
Film/Serie: The Untouchables - Gli intoccabili
Personaggio: Jimmy Malone
Attore/Attrice: Sean Connery
Minutaggio: 00:28:20 - 00:29:00
Durata monologo: 1 minuto
Difficoltà: 8/10 — autorità trattenuta, sottotesto, ritmo, zero enfasi gratuita
Emozioni chiave: fermezza, provocazione, lucidità, durezza, sfida
Adatto per: provini cinema, self tape drammatici, ruoli da mentore duro, poliziotti, criminal drama
Dove vederlo: Amazon Prime Video
Nel film The Untouchables - Gli intoccabili, Jimmy Malone è il veterano che capisce Chicago meglio di chiunque altro. Eliot Ness ha l’entusiasmo del funzionario onesto, ma non ha ancora compreso fino in fondo la violenza del sistema contro cui sta combattendo. Questo monologo arriva proprio lì, nel punto in cui Malone decide di essere brutalmente sincero.
Non sta facendo filosofia, non sta motivando un allievo come farebbe un coach gentile. Sta mettendo Ness davanti a una scelta morale e pratica: vuoi davvero fermare Capone, oppure vuoi continuare a illuderti che bastino le buone intenzioni? Questo è il cuore della scena. E per l’attore è fondamentale: Malone non parla per sfogarsi, parla per testare l’uomo che ha davanti.

Hai detto che volevi sapere…come bloccare Capone. Davvero vuoi prenderlo? Capisci cosa voglio dire? Cosa sei disposto a fare? Se vuoi aprire il ballo con questa gente, signor Ness, devi essere più preparato a batterti con ogni mezzo. Perchè nessuno potrà farli smettere finchè uno di voi due sarà morto. Se vuoi Capone, devi fare così. Lui tira fuori il coltello, tu la pistola. Se manda uno dei tuoi all’ospedale, ne mandi uno dei suoi all’obitorio. E’ così che si fa la guerra a Chicago! Solo così puoi prendere Capone. Allora…te la senti di farlo? Sei pronto per questa guerra? Ti sto offrendo un patto. Accetti o rinunci?
“Hai detto che volevi sapere…come bloccare Capone.”: Attacca basso, senza eroismo. La pausa sui puntini deve sembrare una scelta, non un vuoto di memoria. Guarda Ness come se stessi finalmente decidendo di parlargli da adulto ad adulto.
“Davvero vuoi prenderlo?”: Qui non serve alzare il volume. Fai una domanda che in realtà è un affondo. Stringi appena lo sguardo su “davvero”, come se stessi misurando il coraggio dell’altro.
“Capisci cosa voglio dire?”: Piccolo avanzamento del busto. Non didascalico, quasi impercettibile. La battuta deve avere un tono da verifica: non “mi segui?”, ma “hai capito la gravità di quello che ti sto dicendo?”.
“Cosa sei disposto a fare?”: Questa è la prima lama vera del monologo. Lasciala cadere con semplicità. Nessun gesto grande: meglio una immobilità che costringe l’altro a riempire il silenzio.
“Se vuoi aprire il ballo con questa gente, signor Ness, devi essere più preparato a batterti con ogni mezzo.”: Qui il ritmo si allunga. “Aprire il ballo” ha quasi un’ironia asciutta: un mezzo sorriso appena accennato può funzionare, ma deve sparire subito. Su “signor Ness” marca il rispetto formale come se fosse anche una lieve provocazione.
“Perchè nessuno potrà farli smettere finchè uno di voi due sarà morto.”: Non recitarla come battuta da gangster. È una constatazione clinica. Rallenta su “finchè uno di voi due sarà morto”, lasciando scendere il peso delle parole una alla volta.
“Se vuoi Capone, devi fare così.”: Breve reset. Questa frase va detta quasi come un passaggio pratico, da uomo esperto. Spalle stabili, niente retorica.
“Lui tira fuori il coltello, tu la pistola.”: È la linea più famosa, quindi attenzione: l’errore più comune è farla troppo compiaciuta. Io la terrei secca, quasi didattica. Può aiutare segnare con una minima inclinazione della testa il contrasto fra “lui” e “tu”.
“Se manda uno dei tuoi all’ospedale, ne mandi uno dei suoi all’obitorio.”: Qui aumenta la durezza, ma non l’isteria. Le consonanti devono essere più nette. Su “obitorio” non spingere troppo: lascialo freddo, ed è molto più inquietante.
“E’ così che si fa la guerra a Chicago!”: Questa è una delle poche aperture verso l’alto. Alza l’energia, non necessariamente il volume. Più che gridare, allarga il petto e lascia uscire una convinzione antica, quasi stanca di dover essere spiegata.
“Solo così puoi prendere Capone.”: Dopo l’impennata, torna subito a terra. Questa discesa è importantissima. Devi dare la sensazione che tutto il monologo servisse ad arrivare qui: non a spaventare Ness, ma a consegnargli una regola.
“Allora…te la senti di farlo?”: La pausa iniziale deve aprire un vuoto. Lì Malone si ferma e osserva. Non avere fretta. Fissa l’altro come se stessi aspettando non una risposta verbale, ma una reazione del corpo.
“Sei pronto per questa guerra?”: Qui il tono si fa più netto e frontale. È quasi un secondo colpo dopo la prima domanda. Puoi usare una micro-pausa dopo “pronto”, per far pesare “questa guerra”.
“Ti sto offrendo un patto.”: Abbassa il volume. Quasi confidenziale. Questa battuta funziona bene se sembra una mano tesa dentro un mondo sporco. Non moralizzare: Malone non è scandalizzato, è realistico.
“Accetti o rinunci?”: Chiusura secca. Nessun allungamento finale. Nessun punto interrogativo esagerato. Taglia l’aria e resta fermo dopo la battuta, senza sciogliere subito lo sguardo. È lì che la scena continua davvero.
In generale, su tutto il monologo Malone The Untouchables - Gli intoccabili, lavora su tre cose: economia dei gesti, precisione delle pause, peso delle parole. Sean Connery non riempie la scena di effetti. La domina perché dà l’impressione di sapere già come va a finire, e questa qualità per un attore è oro.
Questo monologo è interessante perché non vive di esplosione emotiva, ma di controllo, un conflitto tra etica e necessità. Malone non sta insegnando a Ness a essere violento per gusto. Gli sta dicendo che il mondo reale ha già scelto le sue regole, e che ignorarle significa perdere.
Il punto chiave è il sottotesto: Malone vuole capire se Ness sia disposto a sporcarsi le mani, ma forse vuole anche capire se lui stesso può fidarsi di quest’uomo. Quindi non è un semplice discorso “motivazionale”. È un esame. Un’iniziazione. Quasi un contratto morale rovesciato.
La forza del pezzo sta nel fatto che Malone non si esalta mai davvero. Sa di avere ragione, e questa sicurezza è più potente di qualsiasi urlo. Attenzione a non cadere nella trappola di “fare Sean Connery”: non serve imitare la sua voce o il suo carisma. Serve capire la funzione drammatica della scena. Devi diventare un uomo che ha visto abbastanza da non credere più alle illusioni.

Funziona per:
ruoli da mentore duro, poliziotto veterano, investigatore consumato
provini cinema o self tape che richiedono autorità e sottotesto
personaggi maschili con etica ambigua ma forte presenza
scene in cui bisogna dominare il partner senza sovrastarlo fisicamente
Evitalo se:
ti chiedono un pezzo giovane o vulnerabile
il provino cerca leggerezza, romanticismo o ironia esplicita
tendi a recitare tutto “alto”, perché qui serve controllo
Si abbina bene con: un monologo più fragile e scoperto, magari tratto da un dramma familiare o da una scena confessionale, per mostrare contrasto.
Se lavori su questo pezzo, concentrati meno sull’idea di “fare il duro” e più sul far sentire che Malone ha già capito tutto prima degli altri. È lì che il monologo di Malone da The Untouchables - Gli intoccabili diventa davvero utile per un attore. Quando smetti di interpretarlo come una sfuriata e inizi a trattarlo come un test.

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